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Marco FacincaniRitratti in studio

Chi sono

Marco Facincani in giacca e cravatta, a braccia conserte, su fondo nero

L'aggettivo che mi rappresenta di più è «curioso».
Mi appassionano l'elettronica, l'informatica, l'intelligenza artificiale, e in mezzo a tutto questo la fotografia si è inserita perfettamente. Amo la fantascienza, perché apre visioni e possibilità nuove.

Nella mia pagella di terza elementare c'è scritto: «È un bambino molto sensibile che qualche volta si risente delle osservazioni». Sensibile lo sono ancora. Con gli anni ho cercato di smussare i miei angoli, per diventare una persona più «sferica».

Quando ho cominciato pensavo solo alle luci. «Mettiti lì, clic»: tanta tecnica e poco rapporto umano. Dopo due minuti non ricordavo nemmeno come si chiamava chi stavo fotografando.
Oggi parto proprio dal nome. Perché essere chiamati per nome ci fa sentire riconosciuti. Poi mi racconti cosa fai di bello nella vita, quali sono le tue passioni, guardiamo insieme gli abiti che hai portato e ti spiego, in parole povere, come andrà lo shooting.

Il momento che aspetto è quando nel mirino vedo chi ho di fronte, e la foto descrive la sua personalità. Lì mi emoziono e mi viene sempre da piangere. Non so perché.

Sono papà. Quando mia figlia era piccola e sbagliava le parole, a me piaceva tantissimo: invece di rimproverarla le dicevo «che bello, hai creato un mondo nuovo».

Sono Marco Facincani, fotografo dal 2010. Lavoro allo studio Officinazero6, a Sona (Verona), dove tengo anche i corsi.
Se ti va, scrivimi qui sotto. E dimmi come ti chiami.

Contatti

Verona e provincia.
Raccontami che ritratto hai in mente, a voce o per iscritto.

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